solidarietà a chi lotta

operai sul tetto della videocolor20-10-2009/12:54
— Questa mattina i 1.300 operai della Videocon (ex Videocolor) di
Anagni minacciati di licenziamento (dopo cinque anni di cassa
integrazione a intermittenza e un anno di CIG straordinaria) sono
tornati a protestare.
Ieri si erano già arrampicati sui tetti
della fabbrica, ma di fronte all’arrogante latitanza della direzione
aziendale – una multinazionale indiana – oggi hanno deciso di irrompere
sull’autostrada Roma-Napoli bloccandola in entrambi i sensi di marcia.
Il Prefetto di Frosinone si è precipitato sul luogo ed è stato ospitato
sui tetti della fabbrica per iniziare lì i negoziati con i
lavoratori. Denuncia ai microfoni di Radio Città Aperta Paolo Sabatini,
dirigente dell’SdL e operaio, che "la ex Videocolor, seconda industria
del Lazio per numero di occupati è stata acquisita ormai da circa
cinque anni dalla multinazionale indiana Videocon con la promessa di un
rilancio industriale dello stabilimento. Da allora ad oggi la
multinazionale ha perseguito il suo reale obiettivo e cioè quello di
costituire una rete commerciale in Italia ed in Europa per le
produzioni industriali effettuate con i marchi Videocon tra cui ad
esempio marchio Nordmende, quasi esclusivamente importati dall’India”.
Sottolinea ancora Sabatini in diretta ai microfoni di Radio Città
Aperta mentre era in corso il blocco dell’autostrada: “Dei progetti di
industrializzazione presentati ormai cinque anni fa non vi è più
traccia ed ora dopo cinque anni di cassa integrazione la proprietà
annuncia la chiusura dello stabilimento anagnino ed il licenziamento di
tutti i lavoratori. L’SdL Intercategoriale e le altre Organizzazioni
Sindacali richiedono l’immediato ritiro del licenziamenti e la
reindustrializzazione del sito come da impegni che la stessa Videocon
ha assunto nel corso degli ultimi incontri presso il Ministero dello
Sviluppo Economico”. 

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